MANDULINATA A

SAN LUCIDO

SAN LUCIDO,

La Perla del Tirreno Cosentino

Questa canzone, composta ed eseguita da me, è um nostalgico omaggio a
San Lucido, il piccolo e bel paese dei miei ancestrali, vicino Paola, nella provincia di Cosenza (Calabria).

Sfondo musicale: “ Mandulinata a San Lucido” (Ubiratan Iorio)
Tastiere ed arrangiamenti: Ubiratan Iorio
Edizione: Fabrizio Iorio
Registrazione: Gennaio 1998, Rio de Janeiro, Brasile
Fotografie gentilmente inviate da Egidio Sessa (Cs) e da Egidio Iorio (S Lucido)


1. La Spiaggia


Lassù, la montagna; laggiù, il azzurro del Tirreno...




Lato sud Sotto il Castello Giuliani





Porticciolo Vista parciale












2. Disegni da Egidio Iorio (gentilmente inviate da Lei)


Vista Sud
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Alla Pietà
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Fontana M. Saverio
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Sette Scale
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`U Gafiu
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3. Centro Storico




















4. San Lucido ieri e oggi


Palazzo Giuliani






Il Castello Giuliani prima dal terremoto
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La Villa Donna Vittoria Giuliani
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Il Mare (foto gentilmente inviata da Egidio Iorio)
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Cenni storici


"San Lucido si presenta in pittoresca posizione
su di uno sperone roccioso a dominio di una estesa spiaggia.
I due insediamenti archeologici principali esistenti sul territorio
dell'attuale comune di San Lucido testimoniano
l'importanza dell'originario agglomerato urbano ellenico
prima e romano poi. Secondo le ipotesi di alcuni studiosi
sembra che in questa zona sorgesse la mitica Temesa, potente città
fondata dai Greci intorno all'VIII secolo a.C.
Altri, invece, sostengono che il paese di San Lucido
possa trarre origine dall'antica Clampetia, cittadina
di origine bruzia distrutta nel 365 d.C. da un violento terremoto.



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Furono i monaci basiliani del cenobio di Santa Maria di Persano
a cominciare a ricostruire l'abitato e a imporre l'attuale
denominazione San Lucido proprio in onore del loro Santo protettore.
Il suo destino feudale fu diverso dagli altri paesi limitrofi perché
venne donato, nel 1092 da Ruggero, duca di Calabria, all'arcivescovo
di Cosenza. Nel 1494, la Mensa Vescovile ne fece la permuta
con le tenute di Saetta, in territorio di Terranova, Volta di Carlo Curto, in territorio
di Corigliano e San Lorenzo, in pertinenza di Tarsia, confiscate al principe di Bisignano.
Nel 1494 fu infeudato alla
famiglia Carafa. Questa lo mantenne fino al 1604 anno in cui passò per successioni femminili ai
Carafa d'Anzi e, nel 1611 ai della Tolfa. Nel 1612 venne incluso nei possedimenti
della famiglia Sangro e, infine, nel 1746, passò ai Ruffo di Baranello che lo mantennero
fino all'eversione della feudalità (1806).
Per l'ordinamento amministrativo disposto dai francesi per legge datata
19 gennaio 1807 divenne Luogo, ossia Università, nel cosiddetto Governo di Paola.
Il decreto 4 maggio 1811, istitutivo dei Comuni
lo riconobbe tra questi e lo assegnò al Circondario di Paola.



San Lucido Medioevale


Insigni monumenti della San Lucido medievale sono:
il Convento di S. Maria di Persano, il castello feudale, la Chiesa della Pietà.
Il convento di S. Maria di Persano si trova a 2 Km da San Lucido,
non molto al di sotto dei viadotti della nuova strada per Cosenza, sopra le cave di pietra.
Questo convento, prima di essere abitato dai monaci Agostiniani
, Cistercensi e Terziani Regolari di S. Francesco,
fu una "grancia" del Fontelaurato. Quindi, fù all'inizio un monastero basiliano,
perché così risulta da alcuni documenti relativi al monastero del Fontelaurato
nel suo periodo basiliano.

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Tuttavia il monaco più che dimorò in S. Maria di Persano
e nel cui ricordo fu dato il nome e tutta la sottostante
contrada non fu un brasiliano, ma un benedettino.
Questo santo monaco, San Lucido, nacque ad Acquara, in provincia di Salerno nel 960.
era monaco a Montecassano, ma se ne allontanò perché non tollerava la vita
mondana dell'abete Mansone e pertanto andò in cerca
di monasteri più degni. Tra i suoi tanti pellegrinaggi
e le vaie soste eremitiche, rimase memorabile
il soggiorno al convento di S.Maria di Persano.
I poderosi ruderi di questo convento che tutt'ora resistono alle insidie
del tempo e dei profanatori, manifestano
ancora oggi la solenne austerità del cenobio. Dopo la I° crociata,
l'ordine benedettino aveva fondato una casa madre a Gerusalemme
che ebbe le simpatie dei sovrani normanni
i quali fecero ai monaci larghe concessioni in Sicilia, nelle Puglie, in Calabria.
In seguito a questi avvenimenti, connessi con la crociata,
per decisione dei sovrani, in San Lucido vennero completamente riconosciute
il convento di S.Maria di Persano,
il Castello Feudale, la Chiesina della Pietà, allora detta S.Maria in Jerusalem
e la Badia di Fosse. In particolare, il ramo benedettino dipendente dalla casa madre di Gerusalemme
collegava insieme S.Maria in Jerusale, del borgo e Badia di Fosse sotto il medesimo territorio,
che, a ricordo del celebre monaco che vi soggiornò
fu chiamato San Lucido.

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Questa splendida rinascita fece capo
ad una grande benché enigmatica figura medioevale:
Arnolfo II, Arcivescovo di Cosenza. San Lucido medioevale era difesa
da una rocca, gloriosamente chiamata "Nicetum" ed era tutta circondata da mura.
Di queste mura non ne abbiamo più tracce, se non nella toponomastica.
In base ai nome, che tuttora sussistono, le mura possedevano due porte,
una verso il mare, a sud della Rupe, e l'altra verso la campagna, cioè a nord. Pertanto,
il tracciato delle mura medioevali non differiva da quello dell'antica San Lucido. All'interno di questo borgo,
l'edificio più culturale e più antico è la Chiesa della Pietà, che prima del XIX secolo,
conservava ancora il suo originale titolo di S.Maria di Gerusalemme per il suo legame
al ramo benedettino con la casa madre.

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La chiesetta è stata graziosamente restaurata
di recente. Facendo riferimento ai resti murati, difformi
per orientamento e impostazione alla attuale chiesetta,
è da ritenersi notevole sicurezza che il luogo dove essa sorge sia stato costantemente,
in epoche precedenti, un ambito di insediamenti urbani
con stratificazioni continue ed interessanti, come dimostrano i rinvenimenti
archeologici che stanno a testimoniare la presenza di antiche culture. Le pareti della chiesetta
presentano segni di spicconatura dell'intonaco per rimaneggiamenti
eseguiti fino al XVIII secolo, ma la presenza
di una limitatissima porzione di affresco pittorico, fa pensare che tutto l'invaso interno
fosse effettivamente affrescato secondo lo stile monastico medioevale.
Al centro della chiesetta, sotto il pavimento si ritrova una fossa tombale di sezione rettangolare
utilizzata fino al XVIII secolo".
(Tratto dal libro in allestimento di Don Raimondo Verducci)





Foto storiche















5. Canzoniere

Downloads

Mandulinata a San Lucido (Ubiratan Iorio)
Canzone per San Lucido (eseguita da giovani lucidani- inviata da Egidio Sessa)
Buona Notte Cosenza (Claudio Villa)
Calabria Mia (Mino Reitano)
I BallatiBallati (Otello Profazio)
Tarantella Paesana (Otello Profazio)
Tarantella Calabresa (Daniele Sepe)
C'è la Luna a Mezzo Mare ( folk)
Sciuri Sciuri (Otello Profazio)
I Mariti (folk)



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Chiese



Chiesa S.Giovanni Battista


Chiesa della Pietà


Chiesa S.S. Rosario




6. San Giovanni Battista, Patrono della Comune di San Lucido


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ORAZIONE A SAN GIOVANNI BATTISTA (ricordo della mia nonna)

O ammirabile Precursore del sospirato Messia,
che, santificato prima di nascere,
conservaste sino alla morte la originale giustizia,
e vivendo tra i digiuni e le mortificazioni nel deserto,
insegnaste col vostro esempio la strada sicura della salute,
per quella umiltà con cui ricusaste di versare la mistica acqua battesimale
sul capo del Divin Redentore, per quello zelo con cui Lo additaste a tutti gli Ebrei
pel vero Agnello di Dio, per quella intrepidezza
con cui rimproverasti dei loro delitti i più temuti monarchi
e per quella eroica rassegnazione con cui versaste sotto la scure del carnefice
il vostro sangue in testimonio della verità da voi predicata,
ottenete a noi tutti la grazia di zelare sempre a vostra imitazione
la santificazione dell’anima nostra, la edificazione dei nostri prossimi e la glorificazione di Dio,
per esservi compagni nel Cielo e servire Iddio in eterno. Così sia. Gloria Patri.




7. La vita e l'Opera di San Lucido, il Santo della Valle del Calore




San Lucido nacque ad Aquara intorno all'anno 960
da Albino Della Croce e da Sabina Nicodemo.
In giovane età rimase orfano e venne affidato alle cure
e alla tutela dello zio Olterizio, fratello
del padre. Giunto all'età del discernimento lasciò tutto
per darsi a Dio, ritirandosi nel monastero benedettino
di San Pietro in Aquara dove ebbe la sua prima educazione religiosa
e proprio nel monastero di San Pietro egli divenne frate dell'ordine benedettino.
San Lucido si dedicò lungamente alla preghiera, alla meditazione e alla mortificazione dei sensi,
raggiungendo un altissimo ideale di perfezione religiosa.
Benché desiderasse rimanere in solitudine,
il suo nome fu subito popolare in tutta l'Italia meridionale;
la grotta Arsicia divenne meta di devoti e pellegrini, che a Lui ricorrevano per consiglio e per ammirare
da vicino la sua regola di vita santa.
Non molto lontano da Montecassino, nella vallata di Albaneta,
sorgeva un piccolo oratorio e fu proprio nei suoi pressi
che San Lucido, nel 1011, edificò un monastero,
che completò con il generoso ausilio del principe
di Salerno, Guaimaro IV.Il monastero dell'Albaneta fiorì per molti secoli
e fu rifugio di molte anime che desideravano trovare la pace con Dio;
furono ospiti del monastero anche San Tommaso d'Aquino e Sant'Ignazio di Loyola.
Col tempo il monastero fu diroccato per mancanza di un eccellente restauro che lo riportasse
al suo antico splendore. San Lucido restò nel monastero di S. Maria dell'Albaneta
fino alla sua dipartita, che avvenne il 5 dicembre 1038.




8. Stemma della Famiglia Iorio





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