Dez. 2016 - LA SOCIETÀ APERTA, UNA POTENZA CREATIVA

Artigo do Mês - Ano XV– Nº 177 – Dezembro de 2016

[Pubblicato nella Rivista Liber@mente: La Rivista Aperta di Informazione e Diffusione di Conoscenza, numero 3/2016, Luglio-Agosto-Settembre di 2016, editata da Fondazione Vincenzo Scoppa, Catanzaro, Calabria, Italia,    https://t.co/CtDcfOdcd3            e www.fondazionescoppa.it]

 

L’economia di mercato è la base della società aperta e assicura un alto e diffuso livello di benessere

socUna delle caratteristiche più importanti della società, dalla più antica alla moderna, è che gli uomini cooperano tra loro. Infatti, la società è uno degli aspetti dell'azione umana, una delle sue linee più peculiari, e quindi non può esistere fuori del comportamento dei suoi membri. Dobbiamo considerare, però, che le società non possono pensare, agire, comprare, o vendere perché sono gli individui nelle loro relazioni complesse e nelle loro scelte che determinano i fatti. E i comportamenti che distinguono la civiltà dalla barbarie vengono acquisiti attraverso un costante processo di apprendimento, tentativi ed errori, in costante rinnovamento. Ludwig von Mises in Human Action, evidenzia con solidi argomenti che ciò che distingue l'uomo dagli animali è la comprensione dei vantaggi che possono derivare dalla cooperazione nell’ambito della divisione del lavoro.

 Ciò che noi chiamiamo civiltà è dunque il risultato di sforzi individuali permanenti, l'impiego di mezzi, scopi e, quindi, di azioni per combattere le forze che sono ostacoli al loro benessere. Chiaramente, il successo o il fallimento di questi sforzi dipende dalla scelta dei mezzi adeguati. Se i mezzi scelti non sono adatti per ciascun obiettivo, i risultati non possono essere altro che la frustrazione. Tuttavia, né la ragione né l’esperienza sono in grado di garantire che siano sempre fatte le scelte giuste. La civiltà, così come il mercato, seguendo la nomenclatura Hayek, è un ordine spontaneo, un processo di prova ed errore che si sviluppa nel tempo tra genuine condizioni di incertezza. Lo stesso Mises osserva che la civiltà moderna è un prodotto della filosofia del libero mercato, che non può esistere con un governo onnipotente. In realtà, la civiltà è il risultato di quella sensazione di piacere e di pace che solo la divisione del lavoro e di scambio volontario sono in grado di fornire.

 

Friedrich A. Von Hayek, in La società libera, sottolinea giustamente la gamma di potenze creative di una civiltà libera. Il grande economista austriaco richiama la massima socratica che il riconoscimento della nostra ignoranza è un atto di saggezza ed ha un grande significato per la nostra comprensione della società. La nostra conoscenza è incompleta e appare dispersa fra i membri della società. Queste due caratteristiche ci portano a considerare i due aspetti principali dell’importanza di trasmettere questa conoscenza: la trasmissione nel corso del tempo, tra le generazioni, e la comunicazione tra i contemporanei della conoscenza e le informazioni utilizzate come base per le loro azioni. Resta inteso che gli individui imparano dagli errori sulle aspettative delle azioni che praticano e quindi la nostra fede nella libertà non può essere basata sulla prevedibilità dei risultati delle azioni di circostanza, ma nella convinzione che la libertà scatena più forze per il bene che per il male.

Date queste considerazioni, possiamo passare alla domanda: perché alcune società hanno raggiunto un alto livello di sviluppo economico, con ragionevole distribuzione del reddito, mentre altri rimangono immerse nel sottosviluppo con la concentrazione della ricchezza? Quali sono le cause di tali risultati diversi? La risposta non è risorse naturali né differenze etniche, neanche l'educazione, né lo “sfruttamento” delle colonie dalla metropoli, o l'estensione territoriale o fattori religiosi, come Max Weber ha cercato di suggerire. La spiegazione principale per la differenza di performance è: istituzioni! Le società ricche di oggi sono quelli che sono riuscite a organizzarsi sulla base delle democrazie rappresentative in politica, mercato nella sfera economica e la decentralizzazione massima del potere a livello amministrativo, nonché sul rispetto della legge, i diritti di proprietà e solidi valori morali.

 La ricchezza economica fiorisce dallo spirito umano, con l'invenzione, la scoperta e anche le abitudini di puntualità, il lavoro perfetto, know-how pratico e capacità di adattamento. Le società sviluppate sono riuscite a mettere insieme istituzioni economiche, politiche e culturali che hanno incoraggiato la creatività e il lavoro. Coloro che hanno optato per la burocrazia, a loro volta, hanno promosso disincentivi cronici per risparmiare e hanno anche ostacolato l'inventiva dele persone, così come le opportunità per sviluppi interni ed esterni, il che spiega il loro fallimento. Il mercato, inteso come una procedura di scoperta dell’ignoto, è l'unica istituzione in grado di incoraggiare e fare fiorire la cooperazione volontaria, che è la molla di ciò che intendiamo per civiltà. Infatti, solo gli scambi volontari effettuati nel libero mercato sono in grado di fissare i prezzi in senso stretto. E solo il sistema dei prezzi è in grado di inviare segnali che permettono agli operatori di valutare il sucesso o meno delle loro azioni. I prezzi sono il risultato dell’azione di individui e gruppi di individui che, agendo in modo intuitivo e secondo i propri interessi, fanno le loro scelte economiche sul presupposto che essi siano, a priori, le migliori fra tutte quelle possibili, dato il loro stato delle conoscenze e le loro motivazioni in ogni momento di tempo. Pertanto, tutti i prezzi che conosciamo sono prezzi passati, semplici fatti della storia economica.

Quando si parla di prezzi correnti è implicito che stiamo assumendo, anche senza esserne consapevoli, che i prezzi del futuro immediato non saranno diversi da quelli del passato recente. E tutto quello che diciamo sui prezzi futuri è solo una semplice deduzione della nostra visione particolare degli eventi che sono ancora incerti. Quindi i prezzi sono i risultati dell'azione umana, le scelte interattive di milioni di individui nel mercato nel corso del tempo e in condizioni di incertezza e, di conseguenza, possiamo concepire solo come tali quando sono liberamente determinati da questa interazione. Quando il governo interviene nel processo di mercato per determinare qualsiasi prezzo, effettivamente ciò che sta facendo non è stabilire un valore vero e proprio, ma un prezzo falso, che non riflette il vero valore del bene o del servizio. Questa, naturalmente, è una distorsione e comporta perdite sull’allocazione delle risorse e sui piani individuali.

Dopo tanti secoli di esistenza del libero mercato, inteso come processo, sarebbe bello se avessimo imparato che la civiltà è stata resa possibile proprio perché è stata costruita, nel tempo, da scambi volontari. La libertà è una condizione della civiltà; la libertà presuppone il libero mercato e quindi il libero mercato è la civiltà!