Mai. 2015 - LE RAGIONI DI UMA FIDUCIA BEN RIPOSTA

Artigo do Mês - Ano XIV– Nº 158 – Maio de 2015

 

fiducia1Gli Austriaci spiegano i fenomeni del mondo reale e

affrontano la scienza economica nel modo corretto

[Pubblicato nella Rivista Liber@mente: La Rivista Aperta di Informazione e Diffusione di Conoscenza, numero 2/2015, Aprile-Maggio-Giugno di 2015, editata da Fondazione Vincenzo Scoppa, Catanzaro, Calabria, Italia, www.fondazionescoppa.it]

 La Scienza Economica vera dovrebbe cercare di comprendere l'azione umana interattiva di molti milioni di individui nella miriade di mercati esistenti nel mondo reale, nel corso del tempo e in un contesto sempre caratterizzato da genuína incertezza. Questa scienza umana e sociale non dovrebbe seguire la stessa metodologia delle scienze esatte. In effetti, l'azione umana, che rappresenta l'economia, non è in grado di essere descritta tramite equazioni o sistemi matematici, e non può non tener conto del fatto che il comportamento umano è individuale e contiene un forte elemento di soggettività. Studiando Fisica, per esempio, si è soliti immaginare una sfera scorrevole su um piano inclinato, e quindi dedurre alcune formule che riguardano spazio, velocità e tempo. E anche con la fisica, una scienza considerata esatta, spesso facciamo ipotesi semplificative, come l' ipotesi che il coefficiente di attrito sia zero.

Nella economia del mondo reale – che la vera scienza economica dovrebbe cercare di spiegare - non ci occupiamo di oggetti inanimati come una sfera, ma di esseri umani, con il libero arbitrio, i loro desideri e i loro obiettivi, diversi per ogni singolo agente. Sfogliando una rivista di economia del XIX secolo troviamo molti paragrafi e frasi e solo qualche grafico ed equazione a piè di pagina; al contrario tra le pagine di una rivista odierna ci sono una pletora di grafici ed equazioni e brevi parole, di solito limitate a piè di pagina. Com’è cambiato il metodo utilizzato nella scienza economica! Eppure, i problemi economici di centocinquanta, duecento o trecento e oltre anni fa sono fondamentalmente gli stessi di oggi: la disoccupazione, l'inflazione, i prezzi, i tassi di interesse, ecc. Non ho paura di dire che gli economisti di oggi si comportano come se fossero ingegneri frustrati, che vivono in un mondo immaginario, come fossero Alice nel paese delle meraviglie. Senza dubbio avete notato l'importanza dell'economia perché è presente nella nostra vita quotidiana: quando andiamo al panettiere, al cinema, a comprare una camicia al centro commerciale, quando operiamo col denaro nella nostra banca, ecc. tutte queste operazioni e, per estensione, tutte le azioni che intraprendiamo nell'economia sono decise, nella maggior parte dei casi, per intuizione o esperienza, considerati i nostri gusti, i desideri e le preferenze. L'importanza dell'economia è enorme; perché quando l'economia di uma persona o di un Paese va bene, questa persona o questo Paese stanno migliorando la propria vita o, come si dice nella língua degli economisti, si cresce. Mentre quando le cose vanno male, si ha l'impoverimento, della persona o del paese. È importante comprendere inoltre che c'è un'economia del mondo reale, pratica, che si svolge nell'azione di milioni di persone su base giornaliera, ed una economia più teorica, quella studiata nei libri dagli economisti.

Per la Scuola Austriaca di Economia, però, la seconda ha senso solo se è in grado di spiegare la prima. Ciò significa che Il ruolo principale dell'economia teorica dovrebbe essere quello di spiegare l'economiadel mondo reale. Questo è, a mio avviso, l'argomento principale che ci permette di dire che dovremmo fidarci degli economisti della Scuola Austriaca. Infatti, questa scuola è quella che spiega i fenomeni Del mondo reale e affronta la scienza econômica nel modo corretto. Ci sono due modi di trattare i problemi sociali. Il primo, che possiamo chiamare costruttivismo (o ingegneria sociale), si basa sull'idea che la mente umana è in grado, da sola, di permettere agli uomini di costruire una "società ideale". Un esempio è il socialismo-comunismo, come nel caso della ex Unione Sovietica, Cuba, Corea del Nord e Vietnam del Nord. Un altro esempio del costruttivismo è la Germania di Hitler. Coloro che credono che le persone possonocostruire una società ideale devono anche credere che il potere di prendere decisioni giudicate "migliori" per tutti deve essere concentrato in poche mani. Non è un caso che tutti questi esempi sono casi di dittature con una forte concentrazione di potere nelle mani di un solo partito (comunista o nazional- socialista) o anche di una sola persona.

Il secondo modo di guardare le questioni sociali può essere chiamato razionalismo critico: razionalismo perché è basato sull'idea che l'uomo è razionale; critico perché non trascura che la nostra mente è fallibile e commette errori, anche quando siamo ben intenzionati. Ora, se tutti noi facciamo degli errori, perché dovremmo assumere che chi governa non commette errori? Se riflettiamo i modo adeguato, coloro che governano non commettono errori forse più di noi, che basiamo le nostre scelte sulla nostra soddisfazione, visto che decidono ciò che è meglio o peggio per gli altri? Chi sa cosa è meglio per noi o per la nostra famiglia meglio di noi stessi?

Negli alveari e nei formicai, ogni ape e ogni formica non "pensano" per sé, ma per il “collettivo”. Tutto quello che fanno è per il bene dell'alveare o del formicaio. Ciò non vale per gli uomini, in quanto tendiamo prima a pensare a noi stessi e alle nostre famiglie, poi al nostro vicino di casa, poi al nostro quartiere o al nostro posto di lavoro e solo per ultimo alla "società". Il socialismo, quindi, considera gli esseri umani come se fossero api o formiche, senza volontà e senza individualità. È quindi un sistema non umano, perché non considera le caratteristiche di base della specie umana. Così ha fallito miseramente nei Paesi nei quali è stato imposto e sempre fallirà in qualsiasi luogo e momento storico. Gli Austriaci vedono l'economia come strumento per capire come le persone cooperano e competono nel processo di scoperta dei propri bisogni, del metodo migliore di allocazione delle risorse e della costruizione di un ordine sociale che garantisca la prosperità. Gli stessi vedono l'imprenditorialità come uma forza fondamentale per lo sviluppo economico, la proprietà privata come uno strumento essenziale per un uso efficiente delle risorse, e l'intervento del governo nel mercato come un elemento sempre e comunque distruttivo.

fiducia2La Scuola Austriaca è in grande ascesa oggi. Nelle università, questo è dovuto ad una forte reazione contraria alla matematizzazione, alla rinascita della logica verbale come strumento metodologico e alla ricerca di una tradizione teorica stabile. In politica, la Scuola Austriaca è sempre più attraente visto il “mistero” del ciclo economico in corso, il crollo del socialismo, il costo e il fallimento dello Stato governatore sociale e la frustrazione dei cittadini. Al contrario, la cosiddetta "mainstream economics", formata da keynesiani e monetaristi, non è stata in grado di spiegare i fenomeni economici del mondo reale: non era in grado di prevedere la crisi globale esplosa nel 2007, e ha prescritto rimedi che si sono rivelati inutili e hanno contribuito a intensificare ulteriormente la crisi. Gli economisti austriaci, come sempre, hanno centrato Il bersaglio: hanno annunciato la crisi com anni di anticipo e hanno avvertito che i rimedi, che i governi stavano prendendo, non avrebbero prodotto i risultati attesi. Le corrette previsioni austriache sono ormai di lunga data: la grande crisi del 1920 negli Stati Uniti, la Grande Depressione degli anni '30, la stagflazione degli anni '70 e la crisi globale odierna che ha avuto inizio com la bolla immobiliare statunitense e si è diffusa in tutto il mondo.

In Brasile avvertiamo, ripetiamo, sottolineiamo, siamo vigili e abbiamo gridato, dalla metà del 2008, che cio che sta accadendo nell'economia brasiliana oggi era prevedibile, come dire che il logaritmo di 1 è 0 e che bere eccessivamente causa ubriachezza e l'eccesso di cibo dà indigestione. In molti ci accusano di essere esagerati o di annunciare una futura catastrofe sol perché "non ci piace il partito al potere" o anche perché “stiamo abbandonando la conoscenza scientifica per seguire l’ideologia liberale" o tutti questi presunti motivi insieme. Dati e fatti però sono lì a dimostrare come le nostre valutazioni da economisti di tradizione austriaca fossero assolutamente corrette! Avvertiamo che la politica seguita dal governo avrebbe portato l'inflazione, la disoccupazione, la svalutazione della moneta nei confronti del dollaro e la mancanza di crescita. In pratica, tutto ciò che sta accadendo oggi! Era stata messa in guardia

l'Europa contro i pericoli che un uso impróprio dell'Euro avrebbe comportato per Paesi come la Grecia, il Portogallo e l'Italia, tra gli altri. Gli economisti dovrebbero rivolgere la loro attenzione allo studio della tradizione austriaca, iniziata nel 1871 da Carl Menger e le cui origini risalgono alla post-scolastica. Il recupero della credibilità della scienza economica richiede più Mises, meno Keynes; più Hayek, meno Krugman, più Kirzner, meno Stiglitz; più realismo, meno fantasia!

Un paragrafo de "L'Azione Umana", una pagina de "La Via della Schiavitù", um semplice ragionamento di “Concorrenza e Imprenditorialità”, per esempio, valgono molto di più in termini di comprensione del mondo reale, di tonnellate di manuali di macroeconomia e microeconomia che gli studenti sono tenuti a leggere.

Fiducia negli austriaci! Essi non sono infallibili, ma sono i più vicini al mondo reale.

 

Istituto Mises Brasil / Università dello Stato di Rio de Janeiro (Brasile)

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